L’intervento del segretario generale Confcommercio Marco Barbieri in occasione dell’evento “InCittà Spazi che cambiano, economie urbane che crescono” a Palazzo Re Enzo di Bologna.

Il segretario generale Marco Barbieri, è intervenuto all’evento “InCittà Spazi che cambiano, economie urbane che crescono”, la due giorni di incontri sugli spazi urbani che si è svolto a Bologna il 20 e 21 novembre a Bologna.
Barbieri ha parlato delle criticità urbanistiche cittadine tra le attività commerciale i cittadini e le amministrazioni comunali, che ha vissuto in prima persona come direttore di Confcommercio Milano. “Mi piace molto il racconto dell’amore solidale tra pubblico e privato che è l’elemento fondamentale per governare certi fenomeni, ma c’è un po’ di confusione su come arginare la desertificazione commerciale dal momento che i comuni raddoppiano le imposte di soggiorno e la pressione fiscale locale nei confronti delle imprese e delle attività di vicinato è stata quasi quadruplicata”.
Barbieri ha poi parlato dell’aumento dei costi nelle città, “se un esercizio commerciale si vede aumentare l’energia del 25%, la tassa di occupazione pubblico , la tari e pure l’imposta di soggiorno, tutto questo non colpisce direttamente il consumatore, ma colpisce l’indotto. Quindi inevitabilmente l’ esercente alla fine deve scaricare un minimo di questi costi sul consumatore finale, che a sua volta non riesce più a permettersi la spesa e allora non compra e alla fine quell’attività chiude”.
Per Barbieri, l’attività commerciale oggi deve fare i conti con i processi di digitalizzazione che devono essere complementari all’attività “fisica” non alternative. “La pubblica amministrazione se vuole contrastare la desertificazione deve difendere le imprese delle città, la sensazione invece è che diventino limoni da spremere”.
Il 20 novembre scorso Confcommercio ha firmato un protocollo con Invimit che prevede una ricollocazione urbanistica dei luoghi ad oggi dismessi. “La Confederazione – ha spiegato Barbieri – vuole tutelare il vicinato, facendo passare il principio che diventi un tutt’uno con la città. Il ruolo del negozio di vicinato ha un ruolo economico e di presidio. Non dobbiamo avere paura delle piattaforme, noi che facciamo impresa dobbiamo avere l’intelligenza di sfruttare questi strumenti”.
“Valorizzazione dell’attività di vicinato, rapporto con le amministrazioni, valorizzazioni di nuovi modelli di attività commerciale e ruolo di presidio del territorio, questi sono gli obiettivi che dobbiamo perseguire”, ha concluso Barbieri.




