«Meno negozi tradizionali, crescono ristorazione e servizi. Il commercio di prossimità deve tornare al centro delle politiche urbane»
I dati presentati nell’analisi dell’ufficio studi Confcommercio “Città e demografia d’impresa” sull’evoluzione della rete commerciale urbana, confermano anche a Reggio Calabria un processo di trasformazione profonda del tessuto economico cittadino, in linea con quanto sta avvenendo in molte città italiane.
Negli ultimi anni emerge una riduzione delle attività del commercio al dettaglio, accompagnata però da una crescita significativa delle imprese della ristorazione e dell’ospitalità, soprattutto nelle aree centrali della città.
In particolare, tra il 2012 e il 2025 nel centro storico di Reggio Calabria le imprese del commercio al dettaglio sono passate da 606 a 536, con una riduzione dell’11,6%. Una contrazione ancora più marcata si registra nel resto del territorio comunale, dove le attività sono diminuite da 1.520 a 1.131, pari a circa il -25,6%.
Di segno opposto l’andamento del comparto alloggio e ristorazione nel centro storico, dove le imprese sono cresciute da 165 nel 2012 a 261 nel 2025, con un incremento superiore al 50%. Nel resto del territorio comunale si registra invece una lieve flessione.
Si tratta di dinamiche che riflettono una trasformazione più ampia delle economie urbane, dove il commercio tradizionale tende a ridursi mentre crescono le attività legate alla socialità, alla ristorazione e ai servizi.
«Questi dati confermano che il sistema economico urbano sta cambiando profondamente», afferma il presidente di Confcommercio Reggio Calabria, Lorenzo Labate.
«I negozi di prossimità non sono soltanto attività economiche: sono presìdi sociali, elementi fondamentali per la vivibilità, la sicurezza e l’identità dei quartieri. Quando il commercio di vicinato arretra, le città diventano più fragili».
Per Confcommercio la sfida non è fermare il cambiamento, ma governarlo attraverso politiche urbane più consapevoli e integrate.
«Le città moderne – prosegue Labate – devono riconoscere il ruolo strategico del commercio e dei servizi nella qualità della vita urbana. Il terziario è oggi il principale motore economico delle città e deve essere considerato parte integrante delle politiche di sviluppo urbano».
Secondo il direttore Fabio Giubilo, i dati rafforzano alcune delle riflessioni contenute nel Libro Bianco per lo sviluppo della città, presentato nei giorni scorsi dalla Confcommercio reggina.
«Il commercio di prossimità è una vera infrastruttura urbana», sottolinea Giubilo.
«Dove ci sono negozi, servizi e attività aperte le strade sono più vive, più sicure e più attrattive. Per questo il tema del commercio non può essere affrontato solo come questione economica, ma come parte integrante delle politiche urbane».
Per Confcommercio diventa quindi necessario rafforzare le politiche di rigenerazione economica dei centri urbani, attraverso strumenti in grado di sostenere la presenza delle imprese di prossimità e valorizzare le funzioni commerciali della città.
Tra le priorità individuate dall’Associazione vi sono la riattivazione dei locali sfitti, la promozione di iniziative di animazione commerciale nei quartieri, la costruzione di modelli di governance condivisa tra amministrazioni e imprese e lo sviluppo dei Distretti urbani del commercio come strumenti di programmazione e rilancio delle economie di prossimità.
«Il futuro delle città – conclude Giubilo – dipenderà sempre di più dalla capacità di integrare commercio, servizi, turismo e qualità dello spazio urbano. È una delle sfide principali che Reggio Calabria dovrà affrontare nei prossimi anni».




